Senza Laurea rimane… Eh, senza Laurea davvero!!!

 

Mi è stata raccontata una storia incredibile e mi son impegnato nella ricerca su internet… Son riuscito a trovarla e risale al Luglio 2002, oltrettutto è avvenuto qua in Sardegna, però all’università di Sassari.
Ripropongo l’articolo delLa Nuova Sardegna di Vannalisa Manca:

«Mi laureo», ma non ha mai dato esami
Incredibile vicenda di una studentessa, in lacrime davanti a uno stuolo di parenti

SASSARI. «Cari genitori, il grande giorno è arrivato, domani mi laureo». Ma il sogno si interrompe l’indomani quando si scopre che la studentessa non ha neppure un esame al suo attivo. Altro che laurea, qui si deve ancora cominciare, nonostante siano passati diversi anni dall’iscrizione. Il fatto si è verificato recentemente in una facoltà dell’Università turritana.
La studentessa si è presentata ai primi di luglio davanti all’aula magna dell’Università, insieme ai genitori e a uno stuolo di amici e parenti. Aveva tra le mani una tesi e pensava di discuterla non si sa con quale relatore e commissione. In quel giorno, infatti, non c’era sessione di laurea. La studentessa, evidentemente, ne era consapevole e forse perciò ha pensato di invitare il parentado a non entrare in aula: «Non vorrei emozionarmi – avrebbe detto -. Preferisco discutere da sola la tesi e poi vi racconto».
Un gioco ben costruito – probabilmente – per far credere che il corso di studi si chiudeva nel migliore dei modi. E forse la questione sarebbe andata avanti secondo i piani se – come dire – il diavolo non ci avesse messo la coda. Il caso, infatti, ha voluto che un parente andasse a scoprire che negli elenchi dei laureandi affissi all’albo, il nome della studentessa in questione non comparisse. Strano, come mai? È stata la domanda, più che altro di curiosità e con un lieve tono di accusa nei confronti di chi aveva compilato l’elenco dimenticando il nominativo di una laureanda.
Dalle accuse, quindi, si è passati alle richieste di chiarimento. Una innocente dimenticanza, si è pensato. Ma gli “smemorati” compilatori dell’elenco, tanto disattenti non credono di esserlo: così, digitando alcuni dati sul computer, hanno capito subito che la situazione non era così fluida. La studentessa, infatti, aveva sì fatto regolare iscrizione, ma non aveva sostenuto alcun esame.
Deve esserci un errore, forse il numero di matricola sbagliato, forse gli esami sono stati registrati sotto un nome diverso. Un caso di omonimia può capitare. Insomma, non può essere vero: erano i pensieri che si affollavano nella mente dei due genitori che a tutto pensavano ma non che la loro bambina avesse immaginato di raccontare una storia tanto diversa da quella che stava, invece, emergendo. Così, nelle scalinate solenni dell’università si è visto un correre quasi scomposto di persone che si precipitavano da un plesso all’altro dell’ateneo, quasi a cercare una verità recondita. Nessuno aveva il coraggio di varcare l’ingresso dell’aula magna e verificare direttamente.
Infine, però, non c’è scampo, non c’è errore. Nessuno statino compilato, nessun esame. Nessuna laurea, nessuna medaglia da esibire.
E nell’antica università di Sassari è calato il gelo, con i genitori attoniti per la incredibile scoperta. «Non è possibile, qui si sta girando la scena di un film», ha commentato qualcuno degli eleganti parenti, già pronti a brindare al neo dottore. «Nell’aula magna di questo prestigioso ateneo c’è una ragazza che sta discutendo una tesi…». E proprio come in un film, qualcuno apre la porta e irrompe nell’aula. È vuota. I professori non ci sono, i laureandi neppure. Nella sontuosità di quelle pareti si staglia la figura di una ragazzina ora impaurita che avverte il pericolo di una montagna che sta per caderle addosso. È un gioco maldestro? Un sogno? Un incubo?
La verità è tutta nelle lacrime che spuntano negli occhi di una giovinetta che pensava di chiudere dietro una porta tutti i problemi. Le è mancato il coraggio di ammettere a se stessa che alla fine la laurea poco le interessava.
E che fatica ha fatto per costruire quel castello di bugie che per tutto il corso di studi previsto è sembrato così solido da portarla a scrivere anche una tesi (questa sì – bisogna dare atto – messa nero su bianco). Ma si sa, le solite pentole senza coperchi, alla fine fanno uscire il bollore. Così i poveri genitori, tra un sospiro, un mancamento e un bicchiere d’acqua, non hanno neppure avuto il coraggio di sollevar le mani sulla ragazza. E la studentessa ingenua è ritornata a casa tra lo sconforto generale: adesso medita sul da farsi. «Ma se vorrà laurearsi – dice la madre -, stavolta vorrò assistere anche agli esami». I figli son “pezzi ‘e core”, diceva Eduardo De Filippo. Gli si perdona anche l’incredibile. E la vita va avanti!!

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~ by fruitmako on 7 February, 2006.

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